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Hiver: storie di macramè 16

(For my macrame friends: the english version is below)

Hiver è un piccolo/medio arazzo (largo 30 cm x lungo 60 cm) creato durante il solstizio di inverno dopo una pratica corporea e di meditazione. La connessione con il corpo è il rituale di inizio che utilizzo sempre prima di creare i progetti decorativi e simbolici in macramè.

Ho giocato con i colori dei fili e con le lunghezze delle corde per ricordare la lunghezza delle giornate e le ore di luce e di buio durante la stagione invernale. (Hiver significa inverno in francese).

Lavorare consapevolmente con la ciclicità delle stagioni significa entrare in contatto profondo con la natura che ci circonda scegliendo, per quanto possibile, i ritmi della terra al posto dei ritmi della “produttività”.

“Scegliendo, per quanto possibile, i ritmi della terra al posto dei ritmi della produttività”  lo ripeto perché voglio che tu possa comprendere che non ti sto dicendo di andare in letargo e di svegliarti a primavera, ma voglio che tu possa prendere in considerazione di trovare un momento settimanale o quotidiano per accogliere la stagione in cui ti trovi.

L’inverno è la stagione in cui il protagonista è il seme. Se l’inverno avesse un messaggio per il corpo io credo che sarebbe “Fermati e ascolta”.

https://barbaraboschi.blog/2021/12/21/linverno-nel-corpo/

The english version for my macramè friends

Hiver is a small/medium wall hanging (30cm wide x 60cm long) that I created during the winter solstice after a body and meditation practice. The connection with the body is the beginning ritual that I always use before creating decorative and symbolic macramè projects.

I played with the colors of the cotton threads and the lengths of the ropes to remember the length of the days and the hours of light and dark during the winter season. (Hiver means winter in french).

Being aware of the cycle of the seasons means coming into deep contact with the nature that surrounds us, choosing, as far as possible, the rhythms of the earth instead of the rhythms of “productivity”.

“Choosing, as far as possible, the rhythms of the earth over the rhythms of productivity” I repeat it because I want you to understand that I am not telling you to go into hibernation and wake up in spring, but I want you to consider finding a weekly or daily moment to welcome the season you are in.

Winter is the season in which the protagonist is the seed. If winter had a message for the body I think it would be “Stop and listen”.

https://barbaraboschi.blog/2021/12/21/linverno-nel-corpo/

Allenamento creativo

Allenamento creativo? Sì il canale della creatività può essere allenato. Ognuno di noi ha delle strategie per mantenersi connesso con la creatività della propria anima, io utilizzo una pratica che unisce l’ascolto del corpo alla scrittura e alla lettura, ed è quella che oggi voglio condividere con te. Mi auguro ti possa essere di aiuto e di spunto per creare un tuo “allenamento creativo” .

Per aiutarti a comprendere ho suddiviso l’allenamento in 4 parti, ma tu puoi prendere spunto anche solo da un punto.

  • La prima parte della pratica è dedicata all’ascolto del corpo attraverso movimenti e pratiche di rilassamento.  In questo modo entro in una modalità di osservazione creativa del mio mondo interiore. (SU QUESTA PAGINA PUOI TROVARE DELLE LEZIONI DI CONSAPEVOLEZZA PER INIZIARE A PRATICARE L’ASCOLTO DEL CORPO : https://barbaraboschi.blog/risorse-gratuite-2/ )

  • La seconda parte è dedicata alla scrittura su semplici fogli delle idee emerse. In questo modo raccolgo le idee seme e le metto in un contenitore e lascio che l’idea possa lavorare un po’ da sola.

  • La terza parte è dedicata alla lettura dei foglietti: dopo aver fatto passare un po’ di tempo leggo un foglio alla volta e mi chiedo quale idea è ancora valida e posso anche riflettere su cosa mi impedisce di realizzarla.

  • L’ultima parte è dedicata alla scelta di un’idea da trasformare in realtà: il primo passo che faccio è quello di costruire un piano di azione.

Mi auguro di cuore di esserti stata di aiuto, ma soprattutto spero tu possa sempre tenere aperte le porte della tua creatività in modo da esprimerti in piena libertà.

IN FOTO: Uno dei miei tanti quaderni in cui scrivo i piani di azione per trasformare un’idea in realtà.

La porta della creatività

Come si fa ad aprire la porta della creatività quando serve? E’ qualcosa che ha un proprio movimento o può essere incanalata? Queste sono alcune domande che mi sono fatta quando ho iniziato ad approfondire questo argomento.

Io sono convinta che la creatività sia un canale a nostra disposizione e che possa essere utilizzato anche intenzionalmente.

Per tanti anni ho pensato: “se sono ispirata scrivo, creo, invento ma non dipende da me” . Ero convinta di essere dotata di una buona dose di creatività, di essere una privilegiata perché avevo delle “illuminazioni”, perché non ero mai a corto di idee nuove e non dovevo far nulla per farle arrivare. Ero però al servizio di una creatività capricciosa: si mostrava solo quando voleva lei. Mi sono accorta che questa convinzione mi ha limitato molto nel tempo e, ad oggi, mi sembra un po’ una scusa.

Ora, con la consapevolezza attuale, sono convinta non solo che sia un canale che può essere allenato, ma anche che sia presente in ognuna/o di noi .

La porta della creatività è quella porta che apro e quella soglia che varco ogni volta che mi metto in contatto con il mio centro e con il mio spazio sacro.

Cosa significa per te creatività ?

Per quanto mi riguarda trovo che la mia essenza, si esprima proprio attraverso il processo creativo. La creatività per me infatti ha molto più a che fare con il processo creativo che con il prodotto in sé.

Se provi a spostare l’attenzione dal prodotto al processo potresti accorgerti che la esprimi nella tua vita quotidiana più di quanto pensi. Pensa a quando ti trovi in situazioni complicate o improvvise e a come trovi una soluzione.

Per allenare questa tua abilità hai bisogno di trovare il tuo metodo e i tuoi esercizi. Puoi prendere spunto dai libri, dai corsi, dalle esperienze degli altri, ma è necessario che tu possa creare una tua strada per arrivare ad aprire la tua porta della creatività, perché la chiave la possiedi solo tu.

Io la strada l’ho scoperta attraverso l’ascolto del corpo e in contatto con il mio mondo interiore . E il mio allenamento è dato dall’alternanza di spazi pieni e spazi vuoti. E’ attraverso questa ciclicità che riesco a tenere attiva la mia creatività e che riesco ad esprimerla in diversi contesti: dalla creazione di meditazioni guidate alla creazione di arazzi in macramè.

IN FOTO: Porta decorata nel borgo di ELLERA (SV)

L’onda creativa

Arriva così, senza appuntamento, trasportata da un’onda, e se non ti fermi per ascoltarla, passa e se ne va utilizzando un’altra onda. Così come è arrivata se ne va senza fare tanto rumore, senza chiedere nulla di più che essere ascoltata e trasformata, e se non sarai tu che la trasformerai in realtà o in progetto, troverà qualcun altro disposto a farlo. A volte ritorna ciclicamente e diventa insistente, altre volte l’hai persa per sempre.
In alcuni casi hai la sensazione che qualcuno l’abbia rubata a te, in realtà sei tu che
hai scelto di lasciarla andare. E’ più semplice dare la colpa a qualcun altro che assumersi la responsabilità di non aver avuto abbastanza coraggio. Perché se c’è una cosa che accomuna tutte le onde creative è che richiede tanto coraggio!


Di cosa sto scrivendo? Dell’idea, dell’intuizione, di quell’onda creativa che viene a trovarti quando non la stai cercando, quando stai facendo altro e sai che se non la fermi su carta, rischi di perderla.
Se sei una persona creativa, se sei una persona abituata a lasciare la finestra
aperta sul mondo interiore
sai benissimo a cosa mi riferisco. Sono quei momenti
in cui scrivi, crei, disegni, progetti e tutto ti sembra perfetto e ti senti connessa/o
con qualcosa di superiore.

L’onda creativa arriva per svegliarci, per aiutarci a vivere il presente e per permetterci di esprimere i nostri talenti, anche se a volte sembra che arrivi per disfarci i nostri piani e i nostri programmi. L’onda creativa arriva quasi sempre per chiederci di aprire una strada che ancora non esiste e questo richiede coraggio e determinazione. Tutto questo può spaventarci ma se impariamo ad ascoltarci nel profondo, ad abitare il nostro spazio sacro interiore riusciremo a comprendere perché quell’onda creativa ha scelto proprio noi per manifestarsi nella realtà. E’ una questione di fiducia e di stima.


Quando ho deciso di aprire questa sezione del blog e condividere i pensieri del mio diario creativo ho accettato l’invito di un’onda creativa particolarmente insistente e mi sono affidata.

IN FOTO: Poltrona immersa nel verde di Colletta di Castelbianco (SV)