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Joy: storie di macramè #10

Joy è l’arazzo in macramè simbolo della mia “parola-faro”. La storia di questo macramè riguarda l’integrazione tra la via della consapevolezza (https://barbaraboschi.blog) e la via della creatività ed è l’evoluzione della mia pratica della “parola-faro”.

Avere una parola faro significa avere una direzione chiara nella propria vita. Ancora prima di saper scegliere e formulare un obiettivo è infatti fondamentale fare un lavoro su sé stessi e scoprire la direzione che guida le nostre scelte. La parola faro diventa un promemoria che ci aiuta a non perderci per strada o che ci aiuta a ritrovarla nel momento in cui l’abbiamo persa.

Trovare la propria parola faro richiede un ascolto attento per non rischiare di  farsi ingannare dalla mente. Infatti, è molto facile che potrebbe emergere immediatamente una parola che corrisponde a ciò che gli altri si aspettano da noi e non a ciò che veramente è essenziale per noi.

Ridurre ad una parola sola la propria direzione può essere difficile, ma lo scopo è quello di riuscire ad avere un punto fermo al quale fare riferimento. Si tratta di trovare una parola evocativa che in quel momento per noi rappresenti uno stile di vita e di senso. Ovviamente è una parola che può cambiare con il tempo. Di solito utilizzo i collage per questo tipo di pratica, ma questa volta ho voluto tradurla con i fili e con l’utilizzo dei colori. In questo caso oltre alla parola anche i colori fungono da promemoria per me.

Ed è così che è nato JOY!

La chiave della cura si nasconde nella gioia.

Allenamento creativo

Allenamento creativo? Sì il canale della creatività può essere allenato. Ognuno di noi ha delle strategie per mantenersi connesso con la creatività della propria anima, io utilizzo una pratica che unisce l’ascolto del corpo alla scrittura e alla lettura, ed è quella che oggi voglio condividere con te. Mi auguro ti possa essere di aiuto e di spunto per creare un tuo “allenamento creativo” .

Per aiutarti a comprendere ho suddiviso l’allenamento in 4 parti, ma tu puoi prendere spunto anche solo da un punto.

  • La prima parte della pratica è dedicata all’ascolto del corpo attraverso movimenti e pratiche di rilassamento.  In questo modo entro in una modalità di osservazione creativa del mio mondo interiore. (SU QUESTA PAGINA PUOI TROVARE DELLE LEZIONI DI CONSAPEVOLEZZA PER INIZIARE A PRATICARE L’ASCOLTO DEL CORPO : https://barbaraboschi.blog/risorse-gratuite-2/ )

  • La seconda parte è dedicata alla scrittura su semplici fogli delle idee emerse. In questo modo raccolgo le idee seme e le metto in un contenitore e lascio che l’idea possa lavorare un po’ da sola.

  • La terza parte è dedicata alla lettura dei foglietti: dopo aver fatto passare un po’ di tempo leggo un foglio alla volta e mi chiedo quale idea è ancora valida e posso anche riflettere su cosa mi impedisce di realizzarla.

  • L’ultima parte è dedicata alla scelta di un’idea da trasformare in realtà: il primo passo che faccio è quello di costruire un piano di azione.

Mi auguro di cuore di esserti stata di aiuto, ma soprattutto spero tu possa sempre tenere aperte le porte della tua creatività in modo da esprimerti in piena libertà.

IN FOTO: Uno dei miei tanti quaderni in cui scrivo i piani di azione per trasformare un’idea in realtà.